risultato: 16 – 2
introduzione
“Elì, Elì, lemà sabactàni” pensavano in cuor loro i giocatori dei Guai a Me, sofferenti, con la morte faccia a faccia, con la morte destinata a durare all’infinity (Barbers).
Così gli innocenti Guai a me, vengono eliminati, anzi immolati dagli Infinity Barbers, che per una serie di vicissituidini di girone passano da quarti e girano ora come una mina vagante nei meandri del cucchiaio.
Il tabellone finale segna 16 a 2, con annesse polemiche sul fatto che i gol contati dalla panchina Infinity barbers erano qualcuno in più, ma nessuno ha dato retta a queste polemiche perché si sa che nessun uomo sulla Terra sa giocare a calcio e contemporaneamente contare fino a 16.
Beh tornando al tabellone, sarebbe molto diminutivo pagellare questa partita guardando solo al mero risultato calcistico, senza considerare la profonda ricchezza umana, sportiva e spirituale che tutti i presenti, se con il cuore aperto, hanno potuto portare a casa.
La partita tra Infinity Barbers e Guai a me non è stata soltanto una partita di calcetto, è stato molto di più. E’ stata per molti l’esperienza vissuta che ricorda che la sofferenza e la morte esistono, si ma che non hanno l’ultima parola, sta a noi decidere come reagire di fronte ad esse. E questo spirito di reazione è stato palese nello spirito dei guai e me, che innocenti vengono immolati agli ottavi dagli Infinity Barbers.
Quanto più la vittoria dei ragazzi barbieri di Oba è stata schiacciante, tanto più l’insegnamento dei guai a me è stato grande. Quanta umiltà, quanta unità, quanta speranza, quanta capacità di morire all’altro. Queste cose è difficile vederle nel mondo, forse ancor di più nel mondo del calcio. E forse forse, rivedendo i fatti compiuti sotto un’altra prospettiva, la frase di Brandazza nel post partita “Il tabellone dice 16 a 2. Decidete voi per chi” non è così fuori luogo.
cronaca partita
Inutile ripetere che i ragazzi di Oba sono gli assoluti favoriti al cucchiaio, si portano dietro un fiato e una finezza tecnica che poco ha a che vedere con le altre squadre del cucchiaio.
La partita non fa tempo a cominciare che Oba porta la squadra già sul 2 a 0, alcuni dagli spalti sostengono di aver visto prima i due gol di aver sentito il fischio d’inizio.
Come comincia effettivamente la disputa, la partita ha un’unica direzione. I Barbieri di Oba palleggiano, driblano, calciano, righellano, pallonettano, insomma fanno davvero quello che vogliono. E tra un giochetto e l’altro nei primi 20 minuti segnano in totale 9 gol. I guai a me sono confusi, non riescono mai ad avere un secondo di pazienza. Fino a che si accende la fiammella della speranza al 24′ col gol dei guai a me che gonfiano la rete con Brandazza.
Riprende il secondo tempo, subito Oba riprende segnando, accorcia leggermente il passo ancora Brandazza ma ecco che Lucchi, Oba e Tiramani segnano, quest’ultimo con un favoloso pallonetto.
Addirittura al 14′ s.t. segna su punizione (che non c’era ambro!!) anche il portiere dei barbieri di Oba. Concludono le x della distinta Torricella e Granata. Il clemente centurione direttore Ambrogi decide di infilare la lancia nel costato dei guai me 5 minuti in anticipo, triplice fischio, sofferenza finita.
INFINITY BARBERS
Quadri: 8 Fa 6 gol, 2 di questi ancor prima di cominciare. Bello veloce agile. Già probabile capocannononiere Cucchiao di Legno. MVP
Granata: 6,5 Gioca a risparmio energetico. Più volte in passato ha deciso i risultati delle partite, questa volta non ce n’è stato bisogno. Comunque segna un bel gol con pallonetto. SPLENDIDO ma non SPLENDENTE
Torricella: 7 Il rugbista gioca la sua partita e quando c’è bisogno di spingerla dentro si fa trovare pronto. LAMARO
Prati: 6,5 mette ordine dietro. Si mette, come si suole dire, nel taschino Seccaspina. DORAEMON
Ghizzoni: 6,5 il portiere dai guanti lindi. Giusto per toccare la palla almeno 1 volta va a battere la punizione e segna. ONE SHOT
Lucchi: 6,5 Arriva a partita in corso già indirizzata. Entra in campo tranquillo a fare giochetti qua e la, bello da vedere. BRAZILEIRO
Tiramani: 7,5 L’Ex tommart fraseggia con oba, dribla, calcia e scavetta. Piccolino evita i placcaggi dei guai a me con agilità. Il migliore insieme a Oba. POLLICINO
GUAI A ME:
Dionedi: 6 Protegge palla con esperienza e talvolta la tocca anche. Molto educato e composto nei contrasti. UOMO RETTO
Porcari: 6 molto concentrato. 100% contrasti vinti, 0% palle toccate, 50% lucidata al piede del bomber Brandazza. Però che garra. RUSPA di SALVINI
Preziosi: 5,5 un po’spento, mai pericoloso, poco incisivo. Però il giorno prima al matrimonio ha messo un po’ di musica niente male. DJ
Seccaspina: 5 Dalla sua stazza sportiva e ancor di più morale ci si aspettava di più. Viene tenuto bene a bada da prati, riesce poco a toccare palla. NEL TASCHINO
Monici: 5 Il poco fiato non aiuta la causa nel correre dietro a ragazzini giovani e atletici. Soffre il duello col cugino Oba Quadri, probabile al prossimo cenone di famiglia ci sarà della tensione. MARLBORO (quelle lunghe)
Brandazza: 8 Segna i due gol bandiera dei guai a me, che con umiltà non rivendica nel post partita. C’è da dirlo, tiene una percentuale realizzativa del 100%, tira due volte, segna due volte. Con l’intervista ribalta addirittura il risultato della partita, è la ciliegina sulla torta dopo una prestazione eccellente. MVP (morale)
Pasquali: 6 Approccia alla partita come approccia una corsetta sulla Agazzana, corre spensierato e ci mette il piede quando serve. Ma solo quando serve. Corsetta Serale – STRAVA
Mandelli: 6,5 Ancora ubriaco dal matrimonio della sorella il giorno prima, para comunque tanti palloni. Più che altro viene colpito da tanti palloni, ma li incassa bene. Soffre le palle basse, prestazione tutto sommato dignitosa. GATTONE
Cervi: 6 richiestissimo dal pubblico pagante che vuole divertirsi e perché no vedere del sangue sul campetto. Non perché è cattivo, ma perché quando ti carica Cervi, c’è poco da ridere e scherzare. Viene comunque agilmente schivato dai ragazzini barbieri, infortuni perenni solo sfiorati. Grande e grosso, falloso, ma buono. Incarna perfettamente lo spirito Gaudium, speriamo di rivederlo in molte altre edizioni. PAPA GIOVANNI XXIII
Ambrogi: 6,5 Dirige tutto sommato una partita molto tranquilla, comunque non si lascia trasportare dalle emozioni. Imperterrito conta ad alta voce ad ogni rimessa laterale, dal fondo, angolo, calcio d’inizio, calcio di fine, passaggio filtrante (△), tiro preciso (O + R1), corsa veloce (analogico + R2), ecc. Alcuni pensavano fosse in collegamento con le signore di pilates. Mosso da umana pietà, fischia 5′ prima.
